Interessante non basta! Parola di Carlo A. Martigli.

Se dovessi descrivere Carlo A. Martigli con due parole direi: esuberante e generoso.

Sono questi i due aggettivi che mi sovvengono più prepotentemente dopo una giornata passata con questo importante scrittore italiano.

Faccio un passo indietro, si è concluso ieri il Festival Letterario “Giallo Ferrara“, alla sua seconda edizione, organizzato dal “Gruppo del Tasso” il cui Presidente è Alberto Amorelli, mio insegnante di scrittura creativa presso “l’Associazione Pietre Alate” di Ferrara.

È stato però Matteo Bianchi, Direttore Artistico, insieme a Irene Lodi, di “Giallo Ferrara” a consigliarmi di contattare questo autore, così ieri mattina gli mando una mail e dopo una manciata di secondi arriva sul monitor del mio computer il suo numero e l’invito a chiamarlo.

Alle 7 e 59 eravamo già al telefono e mi raccontava già di se in modo esuberante e generoso appunto. Mi è piaciuto subito e ci siamo dati appuntamento nella hall del suo albergo, prima del suo intervento alla manifestazione, per incontrarci di persona e parlare.

Tra le conoscenze, e successive amicizie, mie per il Blog questa è stata una delle più stimolanti e ora vi dico perché: conoscere un artista è entrare nel suo mondo, ma conoscere Carlo è stato come entrare in due mondi il suo reale e quello parallelo dei suoi romanzi, che ovviamente s’intersecano come per ogni autore, come mi ha insegnato a lezione Alberto e mi ha confermato anche Carlo è impossibile non parlare di se quando si scrive.

Carlo inizia a raccontarsi: e mi parla di sua figlia Sofia che l’ha portato a scrivere per la prima volta, l’ha chiamata così perché in greco significa sapienza e voleva che portasse nuova sapienza nel mondo, l’intelligenza verso il bene.

Per Sofia bambina scrive due favole in rima, perché non le trova in commercio, manda a delle case editrici, queste due lunghe favole, e la Giunti gli risponde, ma nel contempo lo fa leggere ad una giornalista, che lo mostra ad un amico che desidererebbe illustrarlo, al che le risponde che la Giunti ha i suoi illustratori, ma l’amico è Emanuele Luzzati e così nasce “Duelli e castelli gemelli”- 1995 -, la sua prima opera letteraria.

La vita di Carlo è costellata di audacia, sua, e fortuna, diremo destino, anche in altre occasioni.

L’audacia di lasciare una carriera da dirigente di banca, per scrivere dandosi un tempo di tre anni, al termine dei quali ho diventava professionista o si sarebbe dedicato alla produzione di mozzarelle, parole sue non sapevo se ridere o essere allibita mentre me lo riferiva.

La casualità di scrivere romanzi per “Young Adult” per una scommessa con Mondadori, ne ha scritti ventisette, solo di quelli con lo pseudonimo di “Jonny Rosso”.

Ma il suo successo più grande, che io ho già fatto mio e con una sua dedica con bellissime parole, che conservo, gelosamente e segretamente, dentro la mia copia, è: “999 l’ultimo custode” liberamente ispirato alla vita di Giovanni Pico della Mirandola e alle sue novecento tesi più novantanove di fantasia di Carlo e che fantasia, una bellissima storia d’amore, di rabbia, di sentimenti forti che rapiscono fin dalla prefazione, mi sono ritrovata a girare pagina con ansiosa curiosità senza nemmeno accorgermene.

Non amo dare numeri di solito, ma stavolta qualcosa devo dire: oltre centocinquantamila copie vendute, tradotto in sedici lingue e sono solo otto anni che scrive.

A seguire “L’eretico” Longanesi – 2012- dove ci racconta la vita di Gesù dai dodici a trent’anni argomento anomalo per l’Italia diremo tabù.

Perché non se ne parla? Si chiede l’autore. Altro grande successo.

Ora è in libreria il terzo capitolo di questa anomala triologia, in cui “invertendo l’ordine degli addendi il risultato non cambia”, che s’intitola “La congiura dei potenti”, che anche l’ultimo di questo trittico letterario, edito da Longanesi – 2014 – un titolo che già fa venire l’acquolina in bocca agli appassionati e ai nuovi estimatori come me.

Il complimento che ha amato di più da una sua lettrice è stato: “…mi sono venuti i lucciconi agli occhi” perché Carlo vorrebbe sempre emozionare e non semplicemente interessare. “Interessate non basta!”

Fino ad ora ho raccontato l’esuberanza di Carlo, ora vi narro la sua generosità: quando dopo la cena con parte dello staff e degli ospiti del Festival l’ho riaccompagnato in albergo ci siamo fermati a parlare davanti ad un bicchiere di Brut Rosè e mi ha dato preziosi consigli per la scrittura di un romanzo, a volte tiene corsi, in quel momento mi sono sentita molto fortunata.

Abbiamo giocato a trasformare le frasi da esplicite a suggestive, è un divertimento bellissimo perché scrivere è estremamente liberatorio e quando sono tornata a casa ho scritto.

Sito Ufficiale Carlo A. Martigli

Eugenia Neri

 

 

 

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