Stefano Benni a Ferrara.

Stefano Benni foto © Claude Truong-Ngoc

Stefano Benni foto © Claude Truong-Ngoc

Stefano Benni a Ferrara per festeggiare i cinquecento anni dalla publicazione dell’ “Orlando Furioso”, invitato dal Gruppo del Tasso organizzatore della manifestazione, di cui vi ho già parlato qui, qui e qui, ha regalato al gremito pubblico della Sala Estense un’ora di scoppiettante cultura intermezzata da sane risate, un ringraziamento va anche al Comune della cittadina Estense e allo sponsor IBS – Il Libraccio.

La serata comincia con un Benni che sale sul palco e parte a fare battute con il pubblico, esordisce con “Sono un sosia!” Poi incalza che prima di lui parleranno emeriti professori universitari, assessori e il Sindaco e lui per ultimo facendo capire che gli lasceranno ben poco spazio.

In realtà dopo il dono, un’opera dell’artista ferrarese Marcello Carrà, di cui vi ho già parlato qui e qui, consistente nel disegno di un Ippogrifo che tiene tra le zampe un libro quasi a “proteggere la letteratura”, consegnato dalla voce di Matteo Bianchi, presentatore della serata, e materialmente dalle mani di Irene Lodi, del Gruppo del Tasso entrambi.

Stefano Benni è simpatico, anche se cita Pascal, ha una voce pacata, racconta che è nato in campagna, è una persona semplice che apprezza il calduccio della sua casa.
Ci rassicura che che tutti noi siamo dotati di grande immaginazione anche perché diciamo tutti bugie, magari “buone”, ma le diciamo.
Racconta che l’Ariosto anche se non si ritiene un esperto di questo autore, dice che ha avuto una vita tranquilla perché non gli servivano emozioni esterne per creare con la scrittura, mentre Salgari che c’invita a riprendere alla mano attraverso i suoi libri, ha avuto una vita difficile, ma nella scrittura trovava lo sfogo ai suoi dolori terreni.

Ma per i pochi, spero, che non conoscono l’autore Stefano Benni vi dico due cose su di lui che potete trovare anche nel Web: è nato a Bologna nel 1947, oltre a scrittore, tradotto in trenta lingue, Benni è giornalista e poeta, umorista e sceneggiatore, è stato autore di Beppe Grillo.

Amico di Daniel Pennac è stato lui a farlo pubblicare in Italia per la prima volta ed ora che l’amicizia continua si presentano i libri a vicenda quando questi escono nei rispettivi paesi.
Curiosità: l’opera “Grazie!” di Pennac e dedicata a Stefano Benni.

Alla fine dell’incontro ho acquistato una copia di “Elianto” e me la sono fatta autografare, ma ora vi lascio ad un piccolo spezzone video della serata: la consegna del dono da parte degli amici Matteo Bianchi e Irene Lodi.


Eugenia Neri.

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