“Piigs” più che un Documentario una riflessione.

Un operatore e un’ospite della Cooperativa “Il Pungiglione”.

Mah?! Si saranno detti ieri sera molti degli spettatori che erano come me presenti in sala al CinePark Apollo, di Ferrara, e me lo sono detta anche io, più che altro mi sono chiesta dov’ero mentre tutto questo che i miei occhi avevano appena visto che accadeva nel Documentario di Adriano Cutraro, Federico Greco e Mirko Melchiorre, e cosa potevo fare per evitarlo.

Sembra proprio che il Mondo sia caduto in un burrone, ma più che altro alcuni Paesi dell’Unione Europea le cui iniziali del nome formano la parola “PIIGS” che è il titolo del Documentario e significa anche maiali in inglese, con l’aggiunta di una I, c’è anche l’Italia. Perciò ci siamo anche noi in mezzo, mi verrebbe da dire che non ci fa onore.

Ma il Documentario non verte solo sull’Italia, c’è un “caso” italiano di una Cooperativa “Il Pungiglione” che si occupa di disabili e di persone svantaggiate che è svantaggiata lei stessa, stretta dalla morsa di un’economia di non facile comprensione ai più, tra cui mi ci metto anche io. Probabilmente si, grandi menti, tra i Capi di Stato, “giocano” sull’ignoranza delle persone comuni e fanno pagare tasse inutili o eccessive e perché no sbagliate, non è facile comprendere tutto ciò: io fatico molto. Il Sala, dopo il Documentario, a commentarlo in un dibattito con il pubblico c’erano uno dei registi, che conoscevo telefonicamente da qualche anno per scambi di vario tipo, che è Federico Greco ed il Giornalista Paolo Barnard. A questo punto, grazie ai loro interventi ed alle nostre domande si è capito di più, cioè l’errore che ci ha portato a questa povertà assoluta e a questa miseria abnorme è stata non l’adesione all’Europa, ma l’adesione all’Euro, il fatto che noi, inteso come italiani e non solo gli italiani, non possiamo più stamparci il denaro che ci serve, ma dobbiamo in un qualche modo “aspettare” la decisione in merito della Banca Centrale Europea, rendendoci vulnerabili perché poveri. Sinceramente ora che racconto la serata e il Documentario mi rendo conto più che mai che ho capito abbastanza bene il nocciolo del problema e mi preoccupa, non è di facile soluzione e così la prima domanda dopo la visione è stata la mia: “Cosa possiamo fare per cambiare le cose?” e il giornalista Paolo Barnard ha risposto che dobbiamo diffondere quello che abbiamo appreso perché solo in questo modo possiamo aiutare anche noi stessi.

Una cosa voglio dire prima di chiudere, io non sono contro l’Europa, come non lo è Federico Greco, e penso anche Paolo Barnard, ma mi chiedo l’Europa non ha una propria Costituzione e mi dà da pensare. A voi no?!

Eugenia Neri

 

 

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