Venezia: un magico luna park sulla laguna.

Veduta della Ca’ D’Oro con la scultura di Lorenzo Quinn.

Questo è il mio primo Post, che scrivo sul Blog, dopo aver compiuto quarantaquattro anni, ma riferito ad un’esperienza precedente.

Sono stata a Venezia due giorni e devo dire che è stata una “gimkana”, ma ne valsa la pena. Venezia è sempre stupenda, anche se è talmente affollata da, e voglio essere buona, sembrare una fiera di un qualche Patrono, stavo per dire Luna Park, ma comunque sicuramente si ci diverte.

Ovviamente sono andata in “solitaria” e ho dormito in un specie di ostello che hanno cercato di far passare come B&B, ma non c’era la colazione. Vicino alla Ca’ D’oro dove si “appoggia” la scultura con le mani giganti di Lorenzo Quinn. Passiamo alla cose succose: ero andata per la Biennale d’Arte, ma di quella ho visto poco, però in compenso ho “trotterellato” per le isole della Serenissima saltellando da un vaporetto all’altro e per questo consiglio un biglietto per due giorni che fa risparmiare. Mi sono anche persa perché abituata bene con Google Maps non avevo idea che la non funzionasse in quel di Venezia, forse perché le calli si ripetono con lo stesso nome in punti diversi, ma ce la si può fare chiedendo qualche informazione qua e là ai pochi autoctoni rimasti. Si perché c’è un esodo da Venezia, per diversi motivi nell’ultimo periodo a perso milleseicento residenti.

Parliamo però di cosa ho visto, non in ordine cronologico anche perché è questo mini-viaggio a Venezia lo vissuto come una “sbronza”.

Dunque: sicuramente ho visto Damien Hirst a Palazzo Grassi, molto interessante, questa scultura gigantesca che non si capisce come hanno fatto a farla entrare a Palazzo Grassi appunto. Fa, la scultura, veramente impressione e suscita scalpore come dovrebbe suscitare l’arte, se non suscita nulla che arte è?!

Poi tornando verso il vaporetto mi ha colpito una piccola Galleria “Andrea Tardini Gallery” con una mostra molto suggestiva intitolata: “(V)alter ego” è l’artista e Valter Adam Casotto che collabora con Makinarium e con loro ha vinto un David di Donatello per il “Racconto dei Racconti” di Matteo Garrone. Valter Adam Casotto è uno scultore iperrealista di una bravura estrema, mi ha piaciuto tantissimo ed ho fatto amicizia con la Curatrice Elisa Fantin e l’addetta all’Ufficio Stampa Chiara Vedovetto.

Poi la sera sono andata per l’aperitivo, a Palazzo Brandolin Rota, da Bruno Grossetti e abbiamo degustato dell’ottimo prosecco con i piedi bagnati dall’acqua della Laguna nel retro del Palazzo in questione.

La mattina dopo sono andata all’isola Giudecca e, ai Tre Oci, ho potuto visitare una meravigliosa mostra di David LaChapelle, no avevo mai visto tante sue foto così dal vivo e così tanto interessanti.  Consigliatissima!

Poi, a piedi, sono arrivata fino alla Punta della Dogana per vedere la parte mancante della mostra di Hirst, questa mi è piaciuta un po’ meno perché non l’ho trovata poi così originale come la vogliono vendere, ma si diceva per la mostra a Palazzo Grassi che l’arte deve suscitare emozioni?! Quindi queste non sempre sono positive, ma possono essere un senso di perplessità se non addirittura emozioni negative. E a me sicuramente questa mostra mi ha lasciato perplessa.

A questo punto dopo questa “scorpacciata” di arte avevo pensato di andare a vedere le vetrine in centro, ma l’attrattiva della Biennale era molto forte e così sono andata a visitare una parte dei Giardini. Pochi Padiglioni però, così dovrò tornare anche per visitare l’Arsenale.

Damien Hirst visto da Valter Adam Casotto.

Eugenia Neri

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