Perché stendere il bucato può diventare “Poesia!”

Un’istallazione di Ma Rea denominata ‘Nomen omen’

La sera del quindici di agosto ero, tanto per cambiare, davanti al MacBook Pro, saltellando tra una pagina e l’altra di Facebook finché, mettendo un ‘Like’ ad un commento di una foto, mi arriva una richiesta d’amicizia da un personaggio misterioso…

Nella foto del profilo un rotolo di carta igienica si presenta orgoglioso delle poesie incollate sopra ogni foglio, ma ancor più curiosa é la foto di copertina: dei panni di carta ‘poetica’ stesi vicino ad una gondola…

A questo punto ho chattato con “la carta igienica”: ebbene è un rotolo molto ironico e loquace e dopo qualche frase di presentazione con ‘Ma Rea’, che non è il nome del rotolo, bensì dell’artista e poeta che ella nasconde, inizio a scoprire  che è uno studente trasferitosi a Ferrara da un po’ di anni che ama scrivere e condividere poesia.

Solo che le sue opere non le lascia nel cassetto, ma ogni mese, dal primo maggio di quest’anno, s’inventa un modo nuovo per proporci i suoi versi in maniera sempre più originale.

Ha cominciato con la campagna ‘Cestinamenti’ che consiste nell’incollare brevi poesie adesive solo su cestini dell’immondizia sparsi in varie città dello Stivale, ma grazie ad un’amica di Ma Rea le sue poesie sono arrivate anche sui cestini di Berlino, inoltre, io ho potuto assistere ad un paio di cestinamenti, esperienza molto creativa, vi dirò!!!

In giugno sono arrivate le “imboscate letterarie’ che sarebbero delle poesie nascoste in mezzo alle pagine di libri sia in biblioteche che librerie, oppure nei quotidiani in edicola…

A luglio è iniziata la campagna ‘Nomen omen’ – dal latino di nome e di fatto –  che consiste nello stendere un bucato ‘poetico’ negli spazi cittadini; ad esempio, ne avevo trovato uno vicino a casa, ma quando ho visto questa istallazione dove le mutandine facevano a gara nel dondolare dal filo appeso tra due alberi con il reggiseno a balconcino, ho pensato ad un gioco di bambini, però mi sono fermata a guardare incuriosita e sicuramente anche gli altri vicini di quartiere!!!

Nell’ultima ‘campagna – nata in agosto – ecco ‘Igienicamente’ la carta igienica poetica, appunto quella famosa con cui inizialmente ho chattato per poi parlarle al telefono per incontrarla…

Infatti, ora stiamo facendo un giro in centro a Ferrara e questo post é stato scritto con iPad Air tra il Giardino del Duchesse e Lo Scalone del Municipio ferrarese.

Ma torniamo a parlare di Igienicamente: questa campagna va oltre la poesia e le installazioni precedenti toccando l’arte concettuale. Si definisce arte concettuale qualunque espressione artistica in cui i concetti e le idee espresse siano più importanti del risultato estetico e percettivo dell’opera stessa. Il movimento artistico che porta questo nome si è sviluppato negli Stati Uniti d’America a partire dalla seconda metà degli anni sessanta – fonte Wikipedia – esempio storico ‘Christo and Jeanne Claude’ con i loro impacchettamenti, anche se lui si sente più influenzato da ‘Felix Gonzales Torres’, il quale chiedeva l’interazione del pubblico con le sue opere. Così fa Ma Rea chiedendo di usare la sua carta igienica per pulirsi dalla meschinità, dalla volgarità e menefreghismo… A scelta dell’avventore  se scegliere carta comune o ‘carta poetica’ dei bagni di luoghi simbolici della cultura come importanti musei, università e biblioteche in itinere.

Due ore di lavoro per ogni rotolo. Ma la cosa carina è che le campagne continuano e si sommano…

Quindi a caccia d’opere di Ma Rea perché ha appena cominciato a stupirci ed emozionarci con la sua ‘Poesia errante’…

Un’ultima doppia citazione di suoi predecessori, già molto famosi, che mi ha fatto conoscere Ma Rea sono il milanese Ivan Tresoldi e il torinese Opiemme, che però si occupano prevalentemente di Street Art e Street Poetry, mentre Ma Rea sta superando con la ormai vostra ‘amica’ carta igienica i suoi confini stessi, e tanto altro ci aspetta, a quanto pare!!!

 https://www.facebook.com/pages/Lo-stendiversomio/237824076390216?fref=ts

La mano di Ma Rea mentre attacca su un cestino una poesia per la campagna ‘Cestinamenti’.

Eugenia Neri.

 

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