Ultima Dogaressa. È questo il titolo con cui veniva onorata Peggy.

Ultima Dogaressa. Chi se non Peggy Guggenheim? Ma per spiegare cosa significa Dogaressa dobbiamo consultare il vocabolario Treccani: la Dogaressa è la moglie del Podestà. E anche se per Peggy Ultima Dogaressa non era un titolo vero era comunque un modo per onorare la sua persona. Perché Peggy Guggenheim era una personalità di spicco mondiale, ma soprattutto lo era nel mondo artistico e lo è ancora, a quarant’anni dalla sua scomparsa, molto amata dai veneziani, i suoi concittadini della città dove aveva scelto di vivere. E non solo.

Peggy Guggenheim nel giardino di Palazzo Venier dei Leoni.

Peggy Guggenheim seduta sul trono nel giardino di Palazzo Venier dei Leoni, Venezia, anni ’60. Photo Roloff Beny / courtesy of Archives and National Archives of Canada

Ci sono poi delle persone speciali, conosciute, che desiderano ricordarla oggi e sono: Arrigo Cipriani, Giancarlo Paulon, Peggy Guetta Finzi e Aldo Trevisanello.

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Natale Alessi. Un Natale speciale che ogni anno ci stupisce con bellissimi oggetti dedicati di un’immensa dolcezza.

Natale Alessi. Un Natale che ogni anno ci stupisce con bellissimi oggetti dedicati di un’immensa dolcezza. Un Natale giocoso, che sembra per bambini, colorato come i veri piatti per bambini di Alessi, gli Alessini, ma invece è un Natale per adulti che sentono ancora il fanciullino che è in sé. Un Natale poetico e a tratti filosofico.

Il 2018 fu l’anno di “Happy Eternity Baby” che sciolse il cuore di molti, questo mini Presepe con una famiglia contemporanea nel quale Maria e Giuseppe cullano Gesù in maniera dolcissima e in Bue e l’Asinello sembrano coccolarsi a vicenda.  Un Presepe etico dove viene sdoganato lo stereotipo delle posizioni della Sacra Famiglia all’interno dello stesso e dove i personaggi assumono, come scrivevo prima, un’idea di famiglia veramente giovane e in movimento, un movimento che prima di fisico è mentale e sentimentale, si percepisce un’amore che non è solo sacro, ma è di tutti e di tutte le giovani e meno giovani coppie felici, di tutti i genitori.

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Guercino ritrovato. Un capolavoro del Guercino torna di nuovo alla luce.

Guercino ritrovato. Un capolavoro del Guercino torna di nuovo alla luce. È il titolo giusto per questo Post perché tratta proprio di un capolavoro, meno conosciuto, del Guercino. L’opera in questione è: “Il San Francesco che riceve le stimmate.” dipinto per la Confraternita della Sacre Stimmate a Ferrara.

Il Guercino ritrovato

L’opera ritrovata del Guercino

Giovanni Francesco Barbieri detto il Guercino nacque a Cento nel 1591 e morì a Bologna nel 1666 e fu pittore di fama che diede lustro al nostro territorio.

Il motivo per cui l’opera in questione non è visibile quasi vent’anni è che la chiesa che la conservava è stata chiusa per molto tempo e sommando i danni arrecati all’edificio dal terremoto del 2012, questi danni hanno fatto in modo che anche il quadro ne subisse delle conseguenze.

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