Boldini e la Moda. Oppure: Boldini lo storyteller dell’aristocrazia europea.

Boldini e la Moda. Oppure: Boldini lo storyteller dell’aristocrazia europea. Boldini è la Moda è una mostra da vedere e rivedere, Boldini e la Moda, io l’ho vista tre volte, e questo ripercorrere le suggestive stanze di Palazzo dei Diamanti dove è allestita, serve assaporarla delicatamente, a gustarne i particolari a volte nascosti.

Boldini Giovanni

Giovanni Boldini Fuoco d’artificio, 1892-95 Olio su tela, cm 200 x 99,5 Ferrara, Museo Giovanni Boldini © Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara, foto Luca Gavagna – le immagini

Ma chi era Giovanni Boldini, un’artista raffinato e un attento narratore, oggi si direbbe uno storyteller.

Boldini ferrarese di nascita, ma talmente capace da conquistare la Ville Lumiere e ritrarre molti e molte rappresentanti dell’aristocrazia europea e ancora conquistare la critica. Memorabile fu l’articolo che “Vogue” gli dedico nel 1931 titolando <<Giovanni Boldini. Pittore dell’Eleganza>> era in occasione della prima retrospettiva boldiniana, e il pittore era morto da pochi mesi.

Fortuny Mariano

Mariano Fortuny Abito Delphos, c. 1911 Seta plissettata Hasselt, Modemuseum  © Modemuseum Hasselt, foto Kristof Vrancken

Le giovani donne, le dame, i nobili, e anche i fanciulli sono ricchi di glamour e brillano di luce donata dall’artista con le sue pennellate che sembrano colpi di sciabola. Giovanni Boldini definiva i visi e gli incarnati mentre alle vesti dava un senso di morbidezza e le trattava con pennellate veloci e per dare un’idea di qualcosa di prezioso come le sete più pregiate. Difatti in Boldini convivevano diverse tecniche di pittura che alternava: regalava alle tele colori pastosi e materici oppure sferzate di colore che servivano ad illuminare il dipinto e a dare un senso di movimento, in questo caso utilizzava prevalentemente il bianco.

I ritratti di Boldini sono magnetici, ipnotici e densi di suggestione, i modelli ritratti appaiono molto sicuri di se, mondani e affascinanti, è vero anche che vi era una cura del corpo molto attenta a cavallo dell’800 e del ‘900, ma è anche vero che Giovanni Boldini migliorava i suoi importanti modelli e modelle, che ritraeva con mano sicura ed esperta.

In quel periodo vi era tra le classi più abbienti molta attenzione ai particolari del vestiario e ci cambiavano anche cinque volte al giorno. I guardaroba delle dame venivano rinnovati ogni anno. Gli abiti smessi dalle dame europee donati alle domestiche, le quali li spedivano per rivenderli nel nuovo continente americano.

Giovanni Boldini

Giovanni Boldini
Il conte Robert de Montesquiou-Fézensac, 1897
Olio su tela, cm 115,5 x 82,5
Parigi, Musée d’Orsay. Dono di Henri Pinard a nome del conte Robert de Montesquiou, 1922
© RMN-Grand Palais (Musée d’Orsay), foto Hervé Lewandowski

La mostra ai Diamanti non propone gli stessi abiti dei quadri, ma bensì una sorta di confronto tra colori, forme e materiali di un’eleganza sublime e d’ispirazione boldiniana. È la proposta di uno storytelling del lifestyle di un’epoca che per classi alte è una vita da sogno: corse ai cavalli, passeggiate nei boschi, lungo tempo per prendersi cura di se e tanto altro. Questa interessante mostra che conta oltre centoventi opere, tra cui dipinti disegni e incisioni di Giovanni Boldini e altri importanti artisti tra cui Degas, Manet e Sargent è stata curata da Barbara Guidi, con la preziosa collaborazione della studiosa del Costume Virginia Hill e organizzata dalla Fondazione Ferrara Arte e dal Museo Giovanni Boldini di Ferrara.  

Termina il 2 giugno 2019.                                                                                

Eugenia Neri

 

 

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