C’è energia, tra i giovani attori italiani, con Stefano Muroni.

Stefano Muroni

Ho incontrato per la prima volta Stefano Muroni ad una cena ebraica organizzata dal F.A.I. – Fondo per l’Ambiente Italiano, dove era invitato come lettore di racconti riguardanti appunto l’ebraismo.

Mi ha colpito molto la sua capacità d’attore e il suo forte impegno.

Così, quando la mia strada si è nuovamente incrociata con quella di Stefano, non ho potuto fare a meno di chiedergli di raccontarmi la sua storia,  e mi è venuto poi naturale raccontarvela sul Blog.

Stefano nasce a Ferrara nel 1989, e quindi oggi ha soli venticinque anni, nonostante ciò è riuscito ad tenermi concentrata per circa un’ora ad ascoltare la sua vita, diversa dalla maggior parte dei suoi coetanei, perché ricca e affascinante.

È dall’età di sei anni che sogna di fare l’attore. Sua madre, una maestra elementare, fin dall’inizio intuisce questo suo desiderio ma cerca bonariamente di dissuaderlo, convinta lei stessa che avrà poche chance di entrare al ‘Centro Sperimentale di Cinematografia’ di Roma, come lui desidera.

A tentare di fargli cambiare idea, questa volta non bonariamente, c’era anche qualche coetaneo che lo prendeva in giro: nessuno allora credeva che Stefano potesse riuscirci.

Eppure a volte i desideri dei bambini superano ogni più rosea aspettativa se perseguiti con forte e vera dedizione, così quando a dodici anni vince la sua prima borsa di studio di centocinquantacinque euro offerta dall’AVIS di Tresigallo, paese della Provincia di Ferrara, dove risiedeva, chiede alla madre di metterli da parte per i suoi studi di recitazione.

Dopo le superiori, al ‘Liceo Socio Psico Pedagogico, indirizzo Discipline dello Spettacolo’ di Ferrara, i soldi guadagnati con le borse di studio erano cinquemila euro e Stefano – intanto era stato anche atleta di nuoto a livello agonistico, era diventato istruttore di vela e aveva frequentato il Conservatorio, corso di pianoforte – si reca a Roma per partecipare alle selezioni del ‘Centro Sperimentale di Cinematografia’. Viene così scelto, da Giancarlo Giannini, tra milleduecento ragazzi, insieme ad altri sette maschi e otto femmine per frequentare questa prestigiosa scuola ed uscire così dopo tre anni come attore professionista.

Ma faccio un passo indietro; Stefano aveva già recitato alle medie con Massimo Malucelli, il quale ha subito riconosciuto in lui un adolescente di grande talento, tanto da affidargli l’anno dopo, appena arrivato al liceo, la parte da protagonista nel dramma di William Shakespeare ‘Misura per misura’. All’oggi è uno dei suoi più preziosi collaboratori ed è stato proprio Stefano a portare l’idea di costituire il ‘Centro Preformazione Attoriale’ – la prima scuola di recitazione in Italia per adolescenti – presso ‘Fone’ Scuola di Teatro’, a Ferrara, che serve giust’appunto a pre-formare i giovani adolescenti ferraresi, e non solo, per le audizioni delle più importanti scuole di recitazione italiane ed estere.

Altro sogno – realizzato – di Stefano era andare al ‘Giffoni Film Festival’, dove sperava di partecipare come giurato. Non solo è stato per tre anni giurato MasterClass, ma da tre anni è Presentatore Ufficiale della categoria +10, e questo sogno si è realizzato grazie a Claudio Gubitosi, ideatore e direttore artistico del ‘Giffoni’, che l’ha voluto fortemente.

Quello che mi ha colpito di Stefano è la sua grandissima energia che è palpabile e aleggia nell’aria anche mentre si racconta.

Torno quindi nello specifico, ai sui progetti realizzati: il corto ‘30 e lode’, tratto dagli scandali dell’Università di Messina del ’97 e girato due anni fa in Calabria, diretto da Salvatore Romano, che racconta l’illegalità nelle università italiane; l’ultimo film di Massimo Alì Mohammad ‘Amore tra le rovine’ dove Stefano è protagonista e interpreta la parte di un soldato indeciso tra il dovere che la guerra gli impone e il desiderio di pace.

Stefano è protagonista di un altro cortometraggio: ‘Tommaso’, che parteciperà a diversi festival internazionali dal 2015, dove interpreta un giovane seminarista combattuto tra una scelta di vita o di morte. In questo lavoro ha avuto la possibilità di recitare con mostri sacri del nostro cinema, come Monica Guerritore e Giulio Brogi.

Infine l’ultima fatica da protagonista, ‘Terremotati – La notte non fa più paura’ opera prima di Marco Cassini, girato nel Ferrarese, il cui tema principale è la morte sul lavoro durante il terremoto d’Emilia.

A febbraio uscirà un suo libro che racconta la storia di Tresigallo, il paese della sua infanzia.

Io sono rimasta molto colpita da Stefano, non c’è da credere che abbia solo venticinque anni, specialmente quando gli chiedo come deve essere un attore. Mi risponde: ‘Deve essere espressivo, deve trasmetterti emozioni facendoti riflettere, e portarti in un mondo parallelo per un’ora e mezza’. ‘Non serve essere belli’ dice, ‘Non è abbastanza, oggi’.

Stefano ritiene che la sua generazione abbia una grande responsabilità, la scelta è: ‘O continuiamo a produrre i Telefoni Bianchi del ventunesimo secolo, oppure portiamo in scena l’attualità e riflettiamo sul grande schermo i desideri  e i bisogni che sente la gente comune’.

Stefano cerca di scegliere con coerenza ciò che interpreta decidendo di avere un proprio stile, un suo personalissimo ‘timbro’. Non è da tutti!!!

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Eugenia Neri.

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