Come racconteresti l’Italia ad un bambino?! Risponde Nicola Campiotti.

Locandina di ‘Sarà un Paese’.

Sto ancora ripensando alla bellissima telefonata che intercorsa tra Nicola Campiotti e me. Che mi ha dato l’opportunità di conoscere un po’ più da vicino questo giovane regista romano, trentaduenne, dopo aver visto due volte il suo primo lungometraggio: ‘Sarà un Paese’.

Originale docufilm con il quale Nicola risponde alla domanda del titolo del Post cioè: Come racconteresti l’Italia ad un bambino?

Attraverso un viaggio su e giù per lo Stivale per raccogliere con gli occhi e con le orecchie i ‘guai’ del nostro Bel Paese.

Dieci problemi italiani pensati e scelti per spiegare al piccolo Elia Saman cosa non va e il motivo di quel ‘pesante’ accento che al contempo ci fa ben sperare nel futuro.                     Il film parte dalla curiosità del piccolo Elia, dieci anni, protagonista del lungometraggio,  per il mito di Cadmo – eroe fenicio a cui si attribuisce l’introduzione in Grecia dell’alfabeto -. Elia si chiede perché questo importante esploratore non è famoso come altri suoi colleghi.

Da qui lo spunto per partire con il fratello più grande, interpretato dallo stesso Nicola, che è però solo un accompagnatore silenzioso, per visitare diverse località italiane e incontrare testimoni di problematiche più che mai attuali.

Sono dieci le situazioni analizzate dal piccolo Elia per un totale di cento ore di girato in tre anni, ridimensionate, in fase di montaggio, a circa settanta minuti.

Ne trascrivo qualcuna per introdurvi ai temi narrati, ma senza rovinarvi il finale: per fare qualche esempio si parla d’‘inquinamento ambientale’, e il piccolo protagonista incontra Matilde con cui mentre disegnano, un drago dal naso fumoso, parlano dei danni causati degli inceneritori in Emilia-Romagna, la mia terra.

Il secondo tema trattato sono le morti sul lavoro, chi segue la cronaca saprà che in Italia sono ancora episodi frequenti.

Poi salto qualche passaggio per legarmi ad una domanda che ho fatto a Nicola, cioè gli ho chiesto di dirmi di più sul bravissimo protagonista, Elia, e come e i motivi per cui l’ha scelto.

E vi dico che in Italia è difficilissimo ottenere la cittadinanza anche per chi vi è nato, ma non è figlio di italiani e di questa anomalia si parla anche in ‘Sarà un Paese, difatti Elia è nato in Italia non ha la cittadinanza italiana.

Nicola mi riporta che i genitori di protagonista sono iraniani e si sono conosciuti perché la madre, una Professoressa universitaria laureata in Teologia, era ospite di una trasmissione radiofonica che Nicola e suo padre, a sua volta regista, hanno ascoltato insieme. In seguito il padre di Nicola interessato dalle parole di questa Professoressa ha cercato di conoscerla e ad una cena lei ha portato con se Elia, che ha conquistato tutti i commensali con la sua simpatia e spontaneità. Era la personificazione del protagonista che Nicola cercava per il suo film.

Il regista mi ha anche detto che il bello di lavorare con i bambini è che non gli devi dire niente e che sono curiosi e instancabili.

Cito le sue parole: ‘La curiosità dei bambini va protetta e incoraggiata’, ‘È come un fuoco su cui soffiare’.

Due informazioni su Nicola: è laureato in Filosofia, presso l’Università di Siena, e lo ritiene ‘un lusso’  pertanto coglie l’occasione del mio orecchio, attento ai suoi aneddoti, per ringraziare i suo genitori che gli hanno permesso di realizzare questo suo sogno.

Mentre l’arte della regia l’ha imparata sul campo, rubandola a suo padre, e ai suoi famigliari, che numerosi lavorano nel cinema.

Il suo desiderio di fare questo ‘mestiere’ nasce da giovanissimo, alle medie, e come molti colleghi comincia a girare: ’da solo’. Anche se ritiene che: ‘Il cinema si fa insieme’.

Da citare due suoi cortometraggi, a cui tiene in modo particolare: ’Parole d’Ercolano’ – in cui raccoglie le aspettative e le testimonianze di un gruppo di bambini della periferia napoletana che conclusa la quinta elementare lasceranno la scuola, per non farvi più ritorno -. E anche ‘339 B.C.’ – liberamente tratto da ‘l’Apologia di Socrate’ di Platone, una trasposizione della morte di Socrate nella New York contemporanea.

Collabora anche sul set di: ‘Don’t come Knocking’ – ‘Non suonare alla mia porta’ di Wim Wenders. E anche come assistente alla produzione sul set di: ‘Quantum of solace’ di Marc Foster.

Ho avuto un ottima impressione di Nicola, molto gentile e disponibile e anche molto preparato a livello culturale.

Altre due notizie importanti: l’UNICEF Italia ha scelto ‘Sarà un Paese’ per celebrare la Giornata  dedicata 25° Anniversario della Convezione dell’ONU sui diritti dell’infanzia e dell’Adolescenza, approvata dall’Assemblea Nazionale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989.

‘Sarà un Paese’ è stato presentato nel 2014 a Giffoni nella sezione Gex Doc, che ospita i migliori documentari provenienti da tutto il mondo.

Concludo dicendo che: nonostante che il film, parli di argomenti non proprio facili e adatti ad un pubblico di bambini, io se avessi un figlio/a li porterei a vedere questo film.  Perché riesce ad essere positivo e propositivo, tratta i temi con l’ottimismo giovane di chi spera nel futuro e crede di poter cambiare le cose.

E grazie a questo ottimismo  l’Italia: ‘Sarà un Paese’!!!

https://www.facebook.com/saraunpaese 

http://www.saraunpaese.it


Eugenia Neri

 

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