Daniele Cestari: l’architetto che dipinge.

Senza titolo.

Daniele Cestari, Bondeno – FE- 1983, oltre che un amico e un artista è una persona che ammiro molto.

Ci siamo conosciuti grazie ad Alessio Bolognesi, il papà di Sfiggy®, di cui ho parlato qui, una sera d’estate con una birretta in mano vicino al Duomo di Ferrara.

Daniele mi ha subito suscitato simpatia, è un ragazzo posato e serio, gentile ed educato.

È laureato in Architettura e consequenzialmente è diventato Cultore della Materia.

È una persona molto disponibile che ti accoglie con simpatia nella sua Casa/Studio a Ferrara, piena di opere di altri artisti della sua collezione.

Ho scoperto visitando gli studi, che sono gli artisti stessi i più grandi collezionisti, anche perché capita che si scambino dei lavori e questo sta a dimostrare che tra loro c’è rapporto di stima e collaborazione, nella maggior parte dei casi.

Era da tempo che volevo scrivere di lui, della sua opera, e della nostra amicizia. E questa volta ho il pretesto di un invito che mi ha fatto per domani sabato 7 marzo al Museo Magi’900 di Pieve di Cento – BO – una solo exibithion che perdurerà fino al 12 Aprile, l’opening alle 17:00 e aperto a tutti. Per info: 051/6861545.

Faccio un passo indietro, Daniele ha esposto a Boston, a London, a Mikonos e in diversi luoghi d’Italia… Il Viaggio è quindi molto presente nella sua vita d’artista e nella sua lirica e ricerca pittorica, che ha attraversato diverse fasi: è prevalentemente “urbana”, paesaggi con grandi architetture, città deserte, ma nella quali si percepisce una presenza umana nascosta, e a libera interpretazione dello spettatore capire perché l’uomo si nasconde, chissà penso io, forse queste grandi costruzioni lo sovrastano fino a spaventarlo ed è succube di ciò che lui stesso ha costruito, ne è spaventato e quindi potrebbe essere un motivo per mimetizzarsi all’interno delle costruzioni da lui stesso edificate.

Usa molto il grigio, ma dà anche dei tocchi di colore vivace, anche se preferisce sempre le tonalità del cemento, ogni quadro è uno scorcio diverso, e sono diversi tra loro anche se il soggetto di partenza è solitamente l’architettura o le metropoli con i loro imponenti edifici.

L’ho visto dipingere con gli acrilici e la mano è svelta e sicura, ma questa volta ci aspettano anche fotografie, scattate da lui medesimo durante i suoi viaggi, rielaborate con olio ed oli su tela.

La solo exhibition, di domani, a cura di Valeria Tassinari, s’intitola “Viaggio di Ritorno” ed è un modo per Daniele per tornare alle sue terre d’origine nel bondenese, ai suoi paesaggi rurali, che hanno sempre tonalità grigie, raggiungono una maggiore calma, quasi un vuoto che invita alla riflessione su di un tempo che sembrava perduto, e che invece l’artista decide di far tornare a vivere nei sui lavori.

Un tempo che era la, paesaggi che non sono mai spariti, ma che avevamo tutti bisogno di ricordare per riconquistarne la pace. Una pace che solo la natura, nelle sue molteplici sfaccettature sa dare.

Daniele Cestari1a

Senza titolo.

Eugenia Neri

 

 

 

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