Elisa Anfuso: tra poesia e trasgressione…

Estasi e vacuità.

Quando ad ‘Aliens Ferrara’  – Collettiva intinerante organizzata da ‘Frattura Scomposta Contemporary Art Magazine’, alla sua sesta tappa fortemente voluta a Ferrara dall’artista Alessio Bolognesi – ho visto per la prima volta un quadro di Elisa Anfuso, sono rimasta sbalordita a dir poco, il quadro in questione lo vedete nella foto sopra…

Mi è piaciuto talmente tanto che l’ho cercata su internet per valutare di farle un’offerta!!!

Naturalmente l’ho trovata attraverso Facebook, ci siamo scambiate i numeri e ci siamo date appuntamento per una lunga chiacchierata telefonica…

Elisa ha trentadue anni ed è una simpaticissima catanese, ma è la sua ‘lirica’ che mi ha colpito.

La poesia che sprigionano le sue opere iperrealiste, ma non puramente iperrealiste, come Lei le definisce.

Sembra vivere in una favola, forse ‘Alice in Wonderland’, ci sono le giovani donne, ci sono i giocattoli di latta, i piatti decorati, i dolci da thé, tutto ricorda qualcosa di magico e quasi manierista…

La pittura Fiamminga, per la perfezione dei particolari, oserei dire ‘I coniugi Arnolfini’ di Jan van Eyck, datato 1434, ben sedici anni fa ebbi l’onore di ammirarlo alla National Gallery di Londra, oppure Ofelia di John Everett Millais, del biennio 1851 – 1852, un’ idea Prerafaellita per gli sguardi languidi delle protagoniste, ma ci sono richiami anche al Liberty per la delicatezza dei pizzi delle vesti. Ci vedo anche la Pop Art degli anni ’60, nei dolci e nei giochi di latta, cibo e oggetti del quotidiano che diventano arte da museo.

Una vena Dark – leggermente suggerita – in quest’opera in particolare la si ritrova nel rivolo di sangue – o è lo zucchero del lecca lecca che non si è potuta trattenere dall’assaggiare??? – che è volto ad impressionare lo spettatore incuriosito, come pure le formichine, un elemento di disturbo, a detta della stessa Elisa, che in fila indiana vogliono infastidire, ma nel contempo dimostrare una grandissima capacità pittorica dell’artista che ci racconta un pezzo di storia e lascia alla nostra immaginazione il prima e il dopo, il già accaduto e ciò che accadrà facendoci entrare in un sogno, ma non completamente, raccontandoci ciò che vuole e lasciando il resto alla nostra più fervida immaginazione…

Elisa per realizzare le sue eccezionali opere, di medie o grandi dimensioni, minimo un metro per ottanta, crea dei veri e propri ‘set’ foto-cinematografici, difatti è già da un po’ nella mia Galleria Virtuale di Pinterest e alle persone a cui lo mostrata con l’iPad Air mi hanno tutti chiesto se erano foto… Ebbene no!!! Sono quadri ho risposto, semplicemente stupendi e favolosi quadri ad olio, realizzati con una tavolozza di soli dodici colori, tra i quali spicca un magnifico e luminoso bianco e un fantastico e sanguigno rosso, le modelle sono quasi sempre le stesse, ma ogni quadro è diverso, tutto uguale, ma niente é mai uguale…

Mille particolari che differenziano ogni opera, se pure alcuni tornano come una costante…

Ad esempio la testa dell’uccellino sulla bambolina: a detta dell’artista il desiderio di volare pur ritrovandosi in un corpo senz’ali… Una sorta d’impedimento che almeno una volta nella vita abbiamo vissuto tutti…

Prima c’è stata la serie delle Matrioske: anche qui Elisa ci spiega che il suo messaggio é quello della sorpresa, il contenitore che desta curiosità sul contenuto…

Le ho chiesto a chi si ispira, cosa le interessa, cosa la incuriosisce: il fotografo Tim Walker, il regista Tim Burton, che tra l’altro collaborano anch’essi insieme e in effetti hanno anche loro una ‘lirica’ fiabesco-dark.

Altra particolarità di Elisa e cercare gli oggetti da usare per i suoi ‘set’ destinati ad essere raffigurati nei suoi dipinti in piccoli mercatini d’antiquariato…

Abbiamo tante cose in comune con Elisa, e spero veramente un giorno di avere una sua opera… Le sto già riservando un posto speciale nel salone, chissà…

Mai smettere di sognare, è forse questo il suo messaggio???

http://www.francosenesifineart.com   

http://www.galerie-augustin.com/de/

Eugenia Neri.

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