Hitler contro Picasso e gli altri | Il docufilm

Hitler contro Picasso e gli altri. Della proiezione di questo docufilm mi è mi è piaciuto entrando in sala per vedere appunto << Hitler contro Picasso e gli altri >> è trovarla piena e composta da un gruppo eterogeneo di persone di ogni età e questo sta a significare che l’arte e la storia interessano, anzi si può dire che questo film ti mette la voglia di studiare, sia la storia che la storia dell’arte.

L'ossessione Nazzista per l'arte

Locandina “Hitler contro Picasso e gli altri”.

Il senso e il contenuto del docufilm. 

Di Hitler e di Goering si può dire tutto, ma non che non fossero amanti della Storia del Arte, anche se preferivano l’Arte Antica alle Avanguardie. Così valeva per le famiglie ebraiche più abbienti che in molti casi scambiarono le loro preziose opere in cambio della salvezza, quando invece non ne venivano completamente depredati in cambio di niente.

Il “folle progetto di Hitler”.

Sono passati circa 80 anni da quando comincio questa razzia su indicazione di Hitler e Goering di Opere Classiche, capolavori assoluti che avrebbero dovuto dar vita al “Louvre di Linz”.

Nel ’37 Hitler fece organizzare una Mostra: per mettere al bando “l’Arte Degenerata”, o almeno da lui ritenuta tale, quella cosmopolita e bolscevica. Erano 650 opere che il 19 luglio del 1937, prima sequestrate in musei tedeschi, gallerie e case private di ebrei poi vennero esposte a Monaco, opere che oggi sono considerate capolavori ad esempio gli artisti in questione erano: Marc Chagall, Paul Klee, Otto Dix e sui muri frasi offensive come” incompetenti”, “ciarlatani”  ecc. Opere senza una curatela ben precisa. Sembrava essere il “Salon de Refuses” di Napoleone del 1863 e ottenne lo stesso risultato, venenendo visitata, la Mostra di Hitler, da oltre due milioni di persone e diventando itinerante.

Questo fu l’inizio della “Grande ossessione” da parte di Hitler e di Goering che si contesero le grandi collezioni di “Arte classica”.

Collezione Cornelius Gurlitt.

Nel novembre del 2017 si aprono al Kunstemuseum di Berna e alla Bundestkunsthalle di Bonn due importanti mostre che dovevano essere il lascito di Cornelius Gurlitt, in verità questo lascito fu molto discusso perché con delle indagini si accertò che alcune opere facevano parte del tesoro rubato dai soldati di Hilter. Della collezione facevano parte 1280 opere e questo faceva capire quanto fu ingente la razzia di questi preziosi quadri, e non solo. da parte di Hitler supportato da Goring verso la popolazione ebraica sottomessa.

“21 Rue della Boétie” 

Anche questa mostra si collega alla Collezione Gurlitt.

Matisse dipinse un quadro che si chiama “La donna seduta” e questo quadro ritrovato sempre tra le opere della Collezione Gurlitt, sarebbe appartenuto a Paul Rosenberg un ebreo, francese, mercante d’arte tra i più accreditati dei primi del ‘900, amico di Braque, Picasso e Matisse. Questo Rosenberg straordinario collezionista, apre la sua Galleria in 21 Rue La Bòetie dove raccoglieva “opere di arte degenerata”. La galleria viene saccheggiata e diventa dopo essere stata requisita la sede “Dell’Institut d’etudès de question Juives”, che inaugurò Il 23 maggio 1941 quando ha luogo la diffusione della propaganda antisemita. In questo luogo si preparò la mostra “le Juif et la France” in cui si mettono a confronto opere d’arte dei “francesi veri bianchi” agli studi sulle caratteristiche degli ebrei.

“Looted Art – Before, During and After WWII”

Un altro ritrovamento di oltre 1200 opere d’arte, fu quello contente “Bambino sul letto di morte” del maestro fiammingo Bartholomeus van der Helst. L’opera del 1645 fu ritrovata dagli Alleati e doveva essere restituita alla famiglia di Jacques Goudstikker, gallerista olandese. È invece rimasto in un museo olandese per molto tempo fino alla fine di una lunga battaglia legale per la restituzione. Per anni i Paesi Bassi non sentivano il dovere di restituire le opere ai loro legittimi proprietari. E nel 1951 decisero di avere restituito già tutte le opere razziate. Ne erano state ridate ai legittimi collezionisti solo 1000.

Curiosità:

Vi sono degli specialisti per queste battaglie legali, per il recupero delle opere d’arte, uno è Christopher A. Marinello: mediatore, di origini italiane, che vive a Venezia.

Oppure un’ Anne Webber: specializzata in recupero di Arte Europea, cofondatrice e condirettrice “Commition for Looted Art in Europe”.

Conclusioni.

Un docufilm magistralmente diretto dal Regista Claudio Poli, e raccontato con la maestria di un grande attore quale Tony Servillo. Con le bellissime e azzeccate musiche di Remo Anzovino. Un film che fa riflettere sugli orrori della guerra che distrugge tutto e ci depreda delle persone e delle cose che a noi sono più care.

Prodotto da 3D Produzioni e Nexo Digital in collaborazione con Sky Arte.

Eugenia Neri

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