John Real: quando la semplicità porta al successo!

John Real

Un po’ di mesi fa un’amica mi dice: devi assolutamente conoscere questo regista: John Real

Fiduciosa in lei mi procuro un contatto, scopro che è molto giovane, all’oggi ha 25 anni e gli chiedo quanti film ha fatto, lui tranquillamente mi risponde che ne ha fatti due, un horror e un thriller con influenza dramma.

Sembra un ragazzo normale, semplice, difatti omette di dirmi che che “Native” il suo primo lungometraggio ha vinto tre Globi d’Oro, tra cui Miglior Regista Promessa del 2011, quindi giovanissimo, aveva 21 anni.

Ma è con il secondo lungometraggio “Midway. Tra la vita e la morte” che invece punta a candidarsi agli Oscar, come migliore Film Straniero, ha questo punto la cosa diventa veramente interessante e visto che abita in Sicilia e non posso incontrarlo per farmi raccontare la sua storia, ci scambiamo i numeri in Chat e ci diamo un appuntamento telefonico.

Lo chiamo è dirò che sono anche un po’ emozionata, tre Globi d’Oro, che tra l’altro sono assegnati dalla stampa straniera, hanno il loro peso, glielo dico e si mette a ridere, è simpaticissimo, semplice, normale.

Molto banalmente voglio subito sapere, perché si è cambiato nome, mi dice che è la prima domanda di tutte le interviste: risponde che un nome che gli ha dato una persona cara, che ora non c’è più e che se lo terrà sempre come ricordo, alla fine ha del sentimento, questo ragazzo che dirige film drammatici, ed è anche poco egocentrico, punta molto su i suoi attori e attrici, come quando è stato ospite da Cinematografo oppure a Occupy Deejay, è sempre pronto a ringraziarli, per la loro disponibilità a girare anche di notte sull’Etna con un freddo gelido.

È un film indipendente, ma dal sapore americano, tanto da non sembrarlo, e qui si vedono le influenze degli studi che ha compiuto John ai due Master che ha effettuato alla U.C.L.A. di Los Angeles tramite l’Accademia Cinematografica di Bologna, che consiglia caldamente a chi gli chiede come si diventa registi. Dice che alla U.C.L.A. insegna anche Martin Scorsese, ma che si rende conto che in Italia non è tanto conosciuta, è invece un’ Università vera propria ed è molto valida.

Mi racconta che per fare questo lavoro all’inizio bisogna fare molti sacrifici sia economici, che d’impegno, ma ha avuto le sue soddisfazioni oltre ai Globi per “Native” con “Midway” era stato invitato anche al Festival d’Arte Cinematografica di Venezia e al Festival di Cannes, ma l’ambizioso John ha voluto, provare con l’Academy quindi puntare agli Oscar come Miglior Film Straniero, come dicevamo sopra ed è andato tra i finalisti, a soli 25 anni, complimenti John.

In effetti “Midway” merita con attori indipendenti, ma molto preparati: Elaine Buonsangue, Matteo Tosi anche attore di teatro come raccontavo nel Post precedente, Riccardo Flammini che recita anche lui in teatro a Parigi e altri bravissimi e bellissimi attori.

È un film italiano dal sapore internazionale, che tiene col fiato sospeso, non dimenticandosi di una trama strutturata, di chi ha studiato veramente cinema.

È molto per un regista così giovane, quindi mi complimento con John che mi ringrazia con la sua dolcezza e semplicità e finisce la telefonata.

Ma non si dimentica, con orgoglio, di dire che Quentin Tarantino stesso dà all’Italia di un tempo molti meriti d’insegnamento del cinema.

Secondo me se i nostri giovani registi sono questi possiamo ancora recuperare sull’estero, ma grazie anche a tutto il cast artistico e tecnico.

John spera in un seguito di “Midway” nel 2014, che a finale aperto.

Per ora sta producendo, il regista ha anche la sua Casa di Produzione la “Real Dreams“, un film comico “La Banda dei Supereroi” per la regia di Davide Limoni, grande voglia di fare questo giovane Real, aspettiamo: comunque vada, sarà un successo!

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Eugenia Neri

 

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