“La disperazione è il vero peccato mortale!!!”

La regista, autrice e attrice Natascha Czertock.

Per emozionarsi fino alle lacrime, il nuovo spettacolo di Natasha Czertok ‘Luce nell’ombra’, regista, autrice e attrice del medesimo.

Questo è l’effetto che ha provocato in me, una forte sensazione, un fiume di ricordi dalla prima scena.

Nella quale un semplice lenzuolo, che a me é sembrato un fantasma, mi rimanda l’immagine di mio Padre in un tentativo di farsi ricordare a ‘dirmi ci  sono ancora…’ a poco più di un anno dalla sua scomparsa attraverso questo momento teatrale mio Padre, e attraverso l’inventiva di Natasha e la forte interpretazione d’impatto sua e di Greta Marzano e Chiara Galdiolo, mi vuole comunicare qualcosa, forse darmi forza, la stessa forza che ha la protagonista sul ‘non palco’. Perché in questo spettacolo, la regista, compie una scelta geniale: mettere sullo stesso piano attore-spettatore-attore… Usando il pavimento come luogo degli accadimenti della narrazione.

Un unico atto, un’unica scena in continuo divenire: per raccontarci con recitazione, un preludio di danza contemporanea, canto e alcuni video realizzati con la partecipazione di Marinella Rescigno, Massimo Ali Mohammad e Monia Finessi. Oltre al sapiente uso di musiche e suoni live di Luca Ciriegi e giochi di luci di Giulia Generali ‘I diari di Etty Hillesum’ ebrea olandese che decise di unirsi al campo di concentramento di Westerbork, ultima tappa prima di Auschwitz e il luogo della reclusione e del controllo, ma anche dei ricordi attraverso odori, sentimenti e dubbi entra a far parte dello spettatore, gli prende l’anima, coinvolgendolo, rapendo il suo cuore dandogli la voglia di conoscere, di approfondire. Ma non solo il cosa, é il come viene diretto ed interpretato dalla ‘Compagnia Obsoleta Teatro’ che determina questa energia creativa, pur nella semplicità della trasposizione.

Il tutto accompagnato dalla luce di una normalissima candela, che prendendo il posto di una clessidra scandisce il passare del tempo.

Quando questa si spenta e partito uno scrosciante applauso.

Andando oltre, alla fine della pièce, ho raggiunto Natasha che commossa dalla mia emozione guardandomi con i suoi grandi occhi azzurro mare, mi ha abbracciato è stato un bel momento per cominciare una conoscenza con questa giovane Donna: dolce, ma al contempo forte; che ama lo studio e, al di la di quelli accademici, compie costantemente una continua ricerca per il suo lavoro teatrale.

Lavoro, ma anche destino dato che la sua è una famiglia di artisti e si può dire che il suo primo vagito è stato su di un palcoscenico, le piace dire una ‘famiglia allargata’ in quanto le compagnie teatrali formano una sorta di unione d’amicizia e d’affetto fraterno.

Destino che ci unisce è l’esperienza del viaggio, lei figlia di registi e attori solcava palcoscenici fin da bambina e io  figlia di un subaqueo con roulotte e camper visitavo Italia ed Europa.

Ma torniamo alla Compagnia ‘Obsoleta Teatro’ ,che comprende anche, nel ruolo di organizzatrici, Samanta Biferale e Paola Leuci: una compagnia che vuol essere un’azione creativa che sfoci in potenziale comunicativo.

Obsoleta immagina un teatro fatto di visioni, suggestioni, ed emozioni – e riesce nell’intento – , un luogo d’incontro, uno spazio di apertura e partecipazione.

Ritornando al personale: all’oggi questo è il Post più vicino al cuore che ho mai scritto.

Grazie, ‘Obsoleta Teatro’.

www.obsoletateatro.it

obsoletateatro@gmail.com

 

Eugenia Neri.

 

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