La musica che “scavalca gli ostacoli…”

Roberto Renesto, a diciotto anni, mentre suona un organo Hammond.

Roberto Renesto, a diciotto anni, mentre suona un organo Hammond

Sono qui con Roberto Renesto musicista ferrarese, non vedente, mi ha incuriosito il suo successo che supera il suo limite.

Sto scrivendo mentre mi parla e mi racconta un sunto della sua avvincente vita: quando gli avevano diagnosticato già da sei anni una Retinite Pigmentosa malattia degenerativa che porta, negli anni, alla cecità totale, gli regalano una pianola Bontempi – aveva solo dieci anni – dimostrazione ulteriore che la musica supera ogni confine.

Lui, al contrario di me, ha il dono della sintesi e in una manciata di minuti mi ha raccontato già  tante cose, ad esempio che il suo amore per il pianoforte lo portava fuori del Liceo Classico Ludovico Ariosto, per entrare in una porta di una Via non lontana, dove si trovava una Scuola di Musica Moderna… In pratica faceva fuoco a scuola per imparare a suonare!

Dopo l’amore per il pianoforte e per l’organo Hammond, che suonava già a diciotto anni, gli nasce l’interesse per uno strumento evocativo di particolari e ancestrali emozioni: la fisarmonica; qui si approccia in maniera autodidattica, dopo aver sentito un genere musicale denominato Raï algerino – nato all’inizio del XX secolo in Algeria precisamente nella città di Orano, è caratteristico per essere un incontro di diverse culture-.

A fine anni ’80 Roberto frequentava molto spesso locali dove si suonava Live, incontra gli Strike che lo “adottano” in pianta stabile nel gruppo, come tastierista e fisarmonicista, essendo una band particolarmente eclettica e aperta a molteplici generi musicali – Ska; Reggae; Punk; Folk… -.

La collaborazione perdura fino all’oggi, intersecandosi con esperienze in altri progetti musicali. Per esempio: i “Dynamo” – gruppo Pop-Rock -, “Gli scherzi di Susy” – Teatro-Canzone-, “Tribù Tayrona” – Latino-Americano -.

Un aneddoto carino che è successo a Roberto è trovarsi, casualmente, ad essere dirimpettaio di Vinicio Capossela, intorno al 2000 proprio nella nostra bella Ferrara precisamente in Via Voltapaletto – pieno Centro Storico – e così quando Roberto iniziava ad esercitarsi al pianoforte e la dolce melodia passava attraverso la finestra aperta, Vinicio gli rispondeva iniziando a suonare anche lui il pianoforte, non capita a tutti! Immagino come sarà stato gratificante per i passanti essere avvolti da una nuvola di musica di livello così alto!

Queste numerose esperienze hanno reso fantasiose e adattabili, ai vari sound, le capacità artistiche di Roberto.

Se volete ascoltarlo vi lascio qualche link:

http://www.strikebaraonda.com

 http://youtu.be/aFHMKIUvVqM

www.myspace/glischerzidisusy

Tribù Tayrona “Humo” – YouTube

Eugenia Neri

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