Matteo Mangherini: tra scatti e passioni…

 

Alfonso Santimone fotografato da Matteo Mangherini.

Alfonso Santimone fotografato da Matteo Mangherini.

Eravamo davanti ad una fetta di torta fatta in casa Matteo Mangherini ed io, e come niente fosse mi dice che tra i lavori svolti c’era stato, di recente, l’incarico come fotografo ufficiale del Dalai Lama durante il viaggio di quest’ultimo in Italia, precisamente a Livorno.

Mi ha riferito questa importante notizia come io avrei potuto dire a lui: “Prima che arrivassi da me questa mattina ho bevuto un caffè per colazione…”.

Perché Matteo è così, semplice, non ha bisogno d’ostentare e d’inventare, è pulito e trasparente.

La stessa trasparenza che si percepisce dalla luce delle sue fotografie. Le quali sono perlopiù scattate con luci naturali.

E con pochissima post produzione, nonostante quest’ultima non sia un segreto per lui, dato che in passato ha seguito dei corsi con Marianna Santoni la più importante “Guru” italiana di Photoshop.

Ma facciamo un passo indietro: Matteo l’ho incontrato al Jazz Club di Ferrara meglio conosciuto come Torrione Jazz in occasione dell’opening della sua mostra fotografica intitolata “You ain’t gonna know me ‘cos you think you know me” (Tu non mi conoscerai, se pensi di conoscermi). La curatrice della mostra, Eleonora Sole Travagli, ci ha presentato, ed io, incantata dalle opere esposte gli ho chiesto subito di “entrare a far parte del mio Blog” e Matteo carinissimo ha accettato.

Così è stato mio ospite per un’interessante chiacchierata.

Subito gli chiedo da dove nasce questa sua passione e mi risponde che a sedici anni girava con una macchina fotografica e una telecamera e le intercalava giocando con le immagini.

Grande interesse, l’immagine, che l’accompagna fin d’adolescente, prediligendo poi l’uso della macchina fotografica, ma ancora oggi gira qualche progetto video come quello che vi ho postato sotto, realizzato per un musicista.

Sono onirici i suoi video e coniugano il reale a suggestioni della natura che però danno nella ripetitività dei movimenti un’idea di surreale.

Matteo mentre si racconta è calmo e pacato, la stessa calma che si percepisce dai sui lavori fotografici. Mi dice che ha studiato presso l’ITIS di Ravenna. In questa città ha potuto fare l’assistente fotografo a Daniele Casadio, il quale è stato anche l’insegnante del fotografo Alex Maioli, Direttore Magnum.

Con Casadio ha fatto un praticantato del tipo “bottega”, parole sue, che mi ricordano tanto gli artisti del Rinascimento e la cosa mi fa sorridere.

Di seguito si presenta con una mail a Mustafa Sabbagh, fotografo giordano che vive a Ferrara passato dal mondo del fashion a quello della fotografia artistica, proponendosi come assistente, si conoscono di persona e collabora con lui appunto in veste d’assistente.

Non manca l’iniziativa a questo giovane uomo e questa viene premiata.

Matteo è un viaggiatore che non dimentica la macchina fotografica, mai e poi mai, che ama passeggiare di notte e scatta per vero amore, alla conquista dell’attimo fuggente.

I suoi scatti preferiti sono i ritratti, perlopiù di gente comune, oppure paesaggi senza l’elemento umano.

Le sue foto rappresentano concetti, idee, passioni come nella mostra  che si è svolta al Jazz Club Ferrara, sopra Alfonso Santimone mentre studia, l’hobby di questo pianista.

Alcuni scatti di questa mostra, li potete ammirare in una bacheca del mio Pinterest dedicata, rappresentano hobby e passioni degli artisti maggiori frequentatori del Jazz Club.

Stampate a grana grossa danno un’idea di luce ancora più pulita e naturale.

I musicisti  e le voci femminili sono stati entusiasti di prestarsi a questo gioco ideato e curato da Eleonora Sole. E ciò traspare dalle foto che danno serenità e gioia.

Legato alla sua terra, Porto Garibaldi  (uno dei Sette Lidi ferraresi), vi effettua molti scatti e ora sta lavorando ad un progetto sui pescatori, foto stupende, immagini che sembrano catturate nei freddi mari del Nord dove tra le sfumature di azzurro, blu, grigio spicca, in un moto di gioia, il giallo dei guanti o di talune sacche da lavoro a portare energia e vivacità. Come ripete sempre Matteo “è casa”, a chi gli chiede da dove arrivano queste suggestive fotografie. Qualche anticipazione me l’ha già mostrata ed è veramente un progetto diverso, totalmente distaccato nella tecnica e nel concetto da quello presentato al Torrione, là veniva espresso l’astrattismo della passione dei protagonisti, come occupavano il tempo in cui non suonavano o cantavano, qua si mostra un lavoro, che è sotto gli occhi di tutti, ma che non ci fermiamo ad osservare a sufficienza, un lavoro duro, faticoso, ma utile e che quindi merita di essere immortalato.

Matteo Mangherini: un artista da tenere d’occhio.

http://matteomangherini.tumblr.com

https://www.pinterest.com/eugenianeri9/matteo-mangherini-photographer-the-passions-of-the/

Eugenia Neri.

 

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