Real concorda con Tornatore.

John Real.

Giuseppe Tornatore, Premio Oscar a trentatrè anni per “Nuovo Cinema Paradiso”, rivela al sito del giornale “La Stampa” le difficoltà odierne nel reperire i fondi necessari per produrre film in Italia e non solo, John Real giovane regista, di cui vi ho già parlato in passato per i suoi successi come la vittoria di tre Globi d’Oro con il suo primo film “Native” – in uscita in DVD – condivide sul suo profilo Facebook l’articolo con il commento seguente:

“Già cinque anni fa aveva parlato degli effetti con il quale l’era della tecnologia digitale nel Cinema avrebbe investito la comunicazione, e devo dire che ci aveva proprio azzeccato, in questa intervista accenna al percorso che si intraprende per riuscire ad avviare la produzione di un film… Purtroppo la figura del produttore, come quella di un tempo è scomparsa, ormai il produttore è una figura che cerca altri produttori, e questa è diventata una realtà da accettare. La cosa che mi dà sollievo, è leggere che ultimamente i veri artisti cominciano ad allontanarsi dalle restrizioni e dalle imposizioni che spesso non convincono… l’idea di avvicinarsi alla produzione di opere senza compromessi è sempre più presente, al punto di iniziare a pensare di autofinanziarsi… Ciò non è altro che la conferma di come il sistema adottato cominci a cedere.”

Il commento mi colpisce e vado a leggere l’articolo e poi contatto John per avere ulteriori delucidazioni, mi rendo conto che la situazione e ostica, soprattutto non è favorito il ricambio generazionale che dovrebbe essere invece giusto in qualsiasi campo lavorativo.

Per accedere alle riforme di Tax Credit offerte dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali è necessario avere già il 51% del budget totale per il finanziamento di un film, e si parla di cifre intorno ai centomila euro visto che un film indipendente low budget costa circa duecentomila euro. Quindi tale agevolazione è rivolta solo a chi ha già la metà del budget…

Il Tax Credit, consente l’investimento di aziende terze all’interno di un film, fino al massimo del  49% del budget totale, dando delle agevolazioni di scarico fiscale notevoli a chi ha investito nel settore della cinematografia. Solitamente, i film che usufruiscono di queste riforme, o ottengono finanziamenti da bandi ministeriali consentono anche delle buone agevolazioni anche nella fase della distribuzione del film. Insomma, per i piccoli produttori che non ottengono niente, e che investono della liquidità nel mondo del Cinema, non c’è alcuna agevolazione, ne in produzione e ne in distribuzione. Considerando dunque la difficoltà di riuscire a vincere un bando per il Cinema o la possibilità di ricevere finanziamenti, si può facilmente affermare che il piccolo produttore che investe privatamente non rientra in nessuna agevolazione, quindi gli aiuti da parte del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali al settore cinematografico si rivolgono solo ad una certa categoria di produzione.

Sinceramente non si sa neanche come si sia innescata questa situazione, probabilmente una serie di Leggi che sono partite per aiutare il Cinema e che invece finiscono per “censurare” i più piccoli.

Che si fa quindi se si vuole rimanere indipendenti?

C’è chi fa lavori in ambito cinematografico come il montatore, per poi autofinanziarsi in seguito un film, l’importante e credere in se stessi, e che: “Lo spirito dell’arte è libero, che se viene limitato ne soffre” parola di John Real.

Eugenia Neri

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