“Il Ferrara Film Festival mi ha toccato il cuore”.

Da sinistra Maximilian Law e Alizè Latini.

Da sinistra Maximilian Law e Alizè Latini.

Se dovessi dire cosa è stato per me il Ferrara Film Festival, concluso ieri sera con la Premiazione al Teatro Nuovo, oltre naturalmente ad un Festival di Cinema, potrei dire un Festival d’incontri e d’amicizia.

Certo è vero che i Festival, ed in particolare quelli cinematografici, servono anche ad incontrarsi e conoscersi e creare nuove collaborazioni ed amicizie lavorative, l’ho verificato perché ne ho frequentati altri, anche solo per un giorno, ma questo, forse perché si è svolto nella mia Città natale o forse perché lo sognavo da tempo immemore mi ha toccato veramente il cuore per il clima e l’atmosfera di complicità e semplicità che c’è stata tra gli artisti, l’organizzazione, la stampa e soprattutto i cittadini, ma anche perché no i giurati.

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Daniele Cestari: l’architetto che dipinge.

Senza titolo.

Daniele Cestari, Bondeno – FE- 1983, oltre che un amico e un artista è una persona che ammiro molto.

Ci siamo conosciuti grazie ad Alessio Bolognesi, il papà di Sfiggy®, di cui ho parlato qui, una sera d’estate con una birretta in mano vicino al Duomo di Ferrara.

Daniele mi ha subito suscitato simpatia, è un ragazzo posato e serio, gentile ed educato.

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Come racconteresti l’Italia ad un bambino?! Risponde Nicola Campiotti.

Locandina di ‘Sarà un Paese’.

Sto ancora ripensando alla bellissima telefonata che intercorsa tra Nicola Campiotti e me. Che mi ha dato l’opportunità di conoscere un po’ più da vicino questo giovane regista romano, trentaduenne, dopo aver visto due volte il suo primo lungometraggio: ‘Sarà un Paese’.

Originale docufilm con il quale Nicola risponde alla domanda del titolo del Post cioè: Come racconteresti l’Italia ad un bambino?

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