Ultima Dogaressa. È questo il titolo con cui veniva onorata Peggy.

Ultima Dogaressa. Chi se non Peggy Guggenheim? Ma per spiegare cosa significa Dogaressa dobbiamo consultare il vocabolario Treccani: la Dogaressa è la moglie del Podestà. E anche se per Peggy Ultima Dogaressa non era un titolo vero era comunque un modo per onorare la sua persona. Perché Peggy Guggenheim era una personalità di spicco mondiale, ma soprattutto lo era nel mondo artistico e lo è ancora, a quarant’anni dalla sua scomparsa, molto amata dai veneziani, i suoi concittadini della città dove aveva scelto di vivere. E non solo.

Peggy Guggenheim nel giardino di Palazzo Venier dei Leoni.

Peggy Guggenheim seduta sul trono nel giardino di Palazzo Venier dei Leoni, Venezia, anni ’60. Photo Roloff Beny / courtesy of Archives and National Archives of Canada

Ci sono poi delle persone speciali, conosciute, che desiderano ricordarla oggi e sono: Arrigo Cipriani, Giancarlo Paulon, Peggy Guetta Finzi e Aldo Trevisanello.

Sono quattro testimonianze importanti di persone che hanno avuto modo di incontrarla durante il periodo in cui Peggy ha vissuto in laguna, che è durato trent’anni, non pochi, e sono anni in cui Peggy ha lasciato un segno tangibile, sia emotivo in chi la frequentava, sia materiale con la sua Home Gallery che è lì ancora oggi e contiene le opere della sua collezione. Opere di importanti artisti che hanno vissuto le stanze di Palazzo Venier dei Leoni che è il nome del palazzo di Peggy nel quale, con grande spirito d’ospitalità e classe innata, riceveva artisti e persone di cultura che erano per lei cari amici.

Fernand Léger e Peggy Guggeheim.

Peggy Guggenheim a Palazzo Venier dei Leoni, Venezia, primi anni ’60. Alle sue spalle Fernand Léger, Uomini in città (Les Hommes dans la ville), 1919. Fondazione Solomon R. Guggenheim. Photo Archivio Cameraphoto Epoche. Donazione, Cassa di Risparmio di Venezia, 2005.

Ora queste quattro persone, di cui ripeto i nomi: Arrigo Cipriani, Giancarlo Paulon, Peggy Guetta Finzi e Aldo Trevisanello hanno dato vita, con i loro interventi inediti, al progetto “Vivavoce”. Si tratta di un ciclo di interviste video che sono state realizzate insieme ad un piccolo gruppo di studenti dell’Accademia di Belle Arti di Venezia. Più precisamente sono studenti che frequentano il corso di “Nuove Tecnologie Dell’Arte – Arte e Linguaggi Della Comunicazione”. Giovanissimi ed entusiasti, questi ragazzi e ragazze, hanno lavorato in tutto e per tutto al progetto coordinati dagli insegnanti Stefano Marotta e Roberto Russo. Mentre i giovani partecipanti alla interessante iniziativa sono stati: Matteo Panciera, Andrea Bazzanella, Tommaso Pradetto, Lu Wang e Stefano Zampieri.

Peggy Guggenheim fotografata da Toni Vaccaro.

Peggy Guggenheim in gondola, Venezia, 1968 / Peggy Guggenheim in her gondola, 1968. Photo Tony Vaccaro / Tony Vaccaro Archives.

Ne sono uscite queste preziose testimonianze che vado ad elencare: << Era una donna dalla personalità molto forte, ed era evidente quando veniva qui a pranzo>> così la ricorda Cipriani, erede del famoso “Harry’s Bar“. Mentre l’ex campione di nuoto, veneziano, Giancarlo Paulon parla delle cene a casa della Guggenheim alle quali veniva invitato con tutta la sua famiglia. La sua quasi omonima Peggy Guetta Finzi dice di Peggy Guggenheim: << Intelligente e preziosa >>. Infine Aldo Trevisanello, racconta di quando veniva a Palazzo Venier dei Leoni per portare dei materiali a Tancredi Parmeggiani, artista con origini nella città di Feltre che per volere di Peggy aveva il suo studio presso la Home Gallery per antonomasia.

“Vivavoce” rientra nel programma “La continuità di una visione” che è il Public Programs per onorare Peggy nell’anniversario dei settant’anni della sua prima mostra nella location della sua dimora e i quarant’anni della sua scomparsa.

La notizia è che a partire dall’8 dicembre, tutte le domeniche, fino a fine 2019 i video saranno pubblicati sugli account social e sul canale YouTube della “Collezione Peggy Guggenheim”.

Eugenia Neri

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